Le dimissioni di Cosentino e i nuovi paralleli
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Da un po’ di tempo a questa parte ho la sensazione che la storia del nostro piccolo comune sia un fedele specchio di ciò che accade nella realtà più ampia del nostro Paese Italia, e anche un po’ più in là.
Già a luglio, all’indomani della dichiarazione di dissesto finanziario mi venne spontaneo notarle, allora riferite alla situazione debitoria con un interessante parallelo con l’attualità degli Stati Uniti d’America..nientemeno.
Oggi mi sembra di ritrovarne altre, variegate..alcune ancora dello stesso tipo economico/debitorio perchè nel frattempo stiamo tutti chiedendoci
- se il debito pubblico Italiano sia tutto legittimo e se sia o meno da pagare
- se, invece di affidarsi ai professionisti dell’economia Europea (che ci hanno attaccato alla canna del gas e vogliono che respiriamo a fondo) non sia meglio provare a cavarcela da soli visto che i fondamentali sono solidi..percorrere strade nuove, rivoluzionarie (!)
e altre di natura politica, che oggi sono più interessanti e ad esse correlate..
Certo che le mie impressioni sul commissario Cosentino oggi dimissionario erano decisamente sovrastimate perchè non trovo plausibile che un funzionario così esperto e candidato alla presidenza dell’Ente abbia potuto in pochi giorni e in presenza di un evento così grave da mettere a repentaglio la sopravvivenza del Parco (inteso più come territorio che non come Ente, per la cui dipartita non mi straccerei le vesti) commettere degli errori tanto macroscopici.
Dal 25 Ottobre ad almeno il 3 Novembre sul sito del Parco non esisteva traccia dell’alluvione, poi, credo il 4 Novembre compare una piccolissima “news”…
Alluvione alle Cinque Terre: l’impegno dell’Ente Parco
Il Parco sta offrendo, in relazione agli eventi meteoclimatici recentemente avvenuti, la propria diretta collaborazione attraverso il proprio ufficio del territorio e della biodiversità.
Stop. Fine.
Faccio notare che dal giorno dell’alluvione le ricerche su Google per “Cinque Terre” sono schizzate a 7/8 volte la media del periodo più le decine di migliaia correlate a “alluvione cinque Terre” e simili fanno un totale di svariate centinaia di migliaia di visitatori hanno cercato, come è ovvio, informazioni sull’evento. Coloro i quali hanno avuto la fortuna di imbattersi nel sito del Parco devono avere tirato un sospiro di sollievo..”Non è successo nulla” devono aver pensato. Come sappiamo purtroppo non era così e questo è un grave errore perchè l’assenza di un’informazione così vitale sulla homepage di un sito istituzionale rappresenta una caduta di credibilità e di immagine di proporzioni colossali. Ma c’è di più, non è solo un problema di immagine; secondo me questa mancanza di attenzione è stata una grave mancanza di rispetto per Vernazza e Monterosso, per chi ha subito i danni e ancor più per chi ha subito i lutti di questa tragedia.
Poi la seconda scivolata: dichiarazione al Secolo XIX del 7/11/2011:
Mi lamento piuttosto perché mancano giovani disposti a coltivare la terra dei loro nonni. Sono convinto che se offrissi loro 2mila euro al mese li rifiuterebbero: ormai in pochi vogliono sporcarsi le mani.
quasi un lapus, una frase pronunciata mentre ci sono centinaia di giovani che hanno non solo le mani ma tutto il corpo lordo di fango e che a titolo assolutamente gratuito stanno lavorando giorno e notte per riportare Vernazza e Monterosso alla normalità..quella normalità nella quale il Dott. Cosentino si sarebbe accomodato alla sua poltrona di burocrate-bancario a dispensare denari e favori. Ma che gli fosse venuto in mente di indire un bando per posti di lavoro nei campi a 2000 euro al mese ..almeno avrebbe avuto dei dati per suffragare la sua tesi.
Insomma il nuovo parallelo è cha dopo esserci tutti ritrovati un po’ sorpresi (e a provare disperazione e vergogna) a tifare per personaggi del calibro di Scaiola e Cirino Pomicino che ci hanno (forse) aiutati a fare cadere lo psiconano non vorrei dover ringraziare quel signore la’…quello che ha il cognome del famoso comico genovese (non Crozza)..per aver mandato a casa il Commissario dde Roma.
P.S. anche sul dopo ci sono gli stessi dubbi..un Presidente espressione del territorio è auspicabile, ma a condizione che sia libero da vincoli troppo stretti e che sia calmierato dalla figura tecnica del “direttore” (mai nominato eppure figura chiave dell’assetto giuridico dell’Ente Parco, per inciso) scelto esclusivamente con criteri di merito e professionalità che riporti il territorio al centro dell’attenzione.
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Ci siamo chiesti negli ultimi mesi a che cosa serviva il Parco e la risposta ce l’ha data Cosentino durante il nostro colloquio di due mesi fa …. e’ una banca. Adesso che il sentiero azzurro non esiste piu’ allora non si puo’ piu’ far pagare la 5terre card e quindi la banca rimane senza soldi e fallisce.
C’e’ comunque qualcosa che non torna in questa storia. Nessun folle sostituisce un commissario con un altro a poche settimane dalla scadenza del mandato quando sai che sei ministro ancora per pochi giorni!
Secondo me e’ successo qualcos’altro di piu’ grave che le dichiarazioni oltraggiose di Cosentino verso la gente delle Cinque Terre e l’assenza del Parco nelle ultime settimane.
La Prestigiacomo stava facendo gli scatoloni al suo ministero e per essersi “disturbata” a fare una scelta del genere deve aver avuto un motivo piu’ grave e mi piacerebbe scoprirlo nelle prossime settimane.
Rimane il fatto che dovremo tenere ancor di piu’ gli occhi aperti con il nuovo commissario. Llo dobbiamo a noi stessi, ai ragazzi delle cooperative, al nostro territorio, alle persone che vivono all’interno del Parco e a coloro che non ci sono piu’ perche’ non e’ stato protetto a sufficenza negli ultimi 20 anni.
Certo nell’articolo ci sono solo valutazioni in merito all’ancora per poco commissario e alle cose che si ono viste, non ci sono i retroscena e le manovre. Credo si possa ricondurre ad una strategia più generale di occupazione di tutti i posti occupabili da parte di gruppi di potere e forze politiche in area centro-destra in vista della crisi di governo.
Si, potrebbe anche essere il colpo di coda del caimano di Monterosso ma durera’ pochi mesi fino a quando la pratica non finira’ sul tavolo del prossimo ministro dell’ambiente senza la borsetta di Prada.
Molto piu’ importante e’ capire che il Parco, per come lo abbiamo inteso fin’ora, non esiste piu’.
Tornera’ a fare il lavoro del Parco e otterra’ finanziamenti per fare solo quello. Questo, si spera, permettera’ una salvaguardia maggiore del territorio e di chi ci vive. Inoltre si aprano scenari interessanti per le attivita’ imprenditoriali che si spera vengano aperte dai ragazzi che vivono e lavorano gia’ sul territorio. Per fare cio’ bisogna muoversi fin’ora nel preparare progetti da presentare a Parco e Comune in modo da erogare quei servizi che venivano fatti in precedenza, soprattutto, dal Parco.
L’alluvione ha dato una forte accelerazione a questo processo e quindi bisogna muoversi subito per disegnare le Cinque Terre del futuro.
Il modo migliore per predire il futuro e’ costruirlo. Insieme, da subito.